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Function calling: come i modelli di AI compiono azioni reali nel 2026

Il function calling consente a un LLM di scegliere uno strumento e restituire argomenti strutturati che la tua app esegue. Scopri come funziona e perché alimenta gli agenti di AI.

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Thibault Besson-Magdelain fondateur de Sorank

Chi è l'autore

Thibault Besson-Magdelain

Fondatore di Sorank, 5+ anni di esperienza in SEO, appassionato di GEO.
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Riepilogo: Il function calling è una capacità che consente a un modello linguistico di decidere quando serve uno strumento esterno e di restituire un oggetto JSON strutturato che nomina la funzione e i suoi argomenti, che l'applicazione circostante poi esegue.

Function calling, noto anche come tool calling, è la capacità di un grande modello linguistico di interfacciarsi con sistemi esterni restituendo una descrizione strutturata e leggibile dalle macchine di quale funzione eseguire e con quali argomenti. Invece di produrre solo testo, il modello ragiona su quale azione sia necessaria ed emette un oggetto JSON che la tua applicazione può eseguire, trasformando un generatore di testo in un sistema che compie azioni.

Questa capacità è il ponte tra i modelli linguistici e il mondo reale. È ciò che consente a un assistente di prelevare dati in tempo reale, attivare un'operazione o concatenare diversi passaggi, ed è il meccanismo principale dietro gli agenti di AI moderni. Comprenderlo spiega come gli strumenti di AI passino dal parlare di un compito al completarlo davvero.

Cos'è il function calling?

Il function calling dà a un modello accesso a capacità che vanno oltre i suoi dati di addestramento. Tu descrivi le funzioni disponibili, e il modello decide se ne serva una per una data richiesta, sceglie quella giusta e genera gli argomenti da passare. L'output è un oggetto JSON strutturato invece di testo libero, ed è questo a renderlo utilizzabile in modo affidabile dal software.

Un punto cruciale e spesso frainteso: nonostante il nome, il function calling non esegue automaticamente il tuo codice. Il modello descrive soltanto quale funzione dovrebbe essere chiamata e produce gli argomenti; è la tua applicazione a eseguire effettivamente la funzione. Il modello propone l'azione, e il tuo sistema ne dispone.

Come funziona il function calling passo dopo passo

Il flusso di lavoro segue un ciclo chiaro. Per prima cosa definisci lo schema della funzione, una descrizione strutturata che fornisce il nome della funzione, lo scopo e i parametri che accetta con i loro tipi. Poi invii il messaggio dell'utente insieme alle definizioni delle funzioni disponibili al modello. Il modello valuta se una chiamata di funzione sia appropriata e, in caso affermativo, restituisce un JSON che nomina la funzione e i suoi argomenti.

La tua applicazione poi analizza quel JSON, esegue l'effettiva funzione del backend con gli argomenti estratti e restituisce il risultato al modello per chiudere il ciclo. Il modello può usare quel risultato per rispondere all'utente o per decidere un passo successivo. Poiché l'output di ogni funzione può alimentare la chiamata successiva, il function calling abilita flussi di lavoro in più fasi, la spina dorsale dei flussi di lavoro agentici.

Function calling e output strutturati

Il function calling è fondamentalmente una forma specializzata di output strutturato. Entrambi si affidano a schemi JSON per imporre un formato di dati coerente, ma servono scopi diversi: gli output strutturati si concentrano sul far corrispondere la risposta del modello a una forma richiesta, mentre il function calling usa gli schemi per definire operazioni richiamabili e i loro parametri. I due vengono spesso usati insieme, con il function calling che decide cosa fare e gli output strutturati che definiscono la forma esatta dei dati.

I fornitori hanno rafforzato tutto ciò con un'imposizione rigorosa dello schema. Gli Structured Outputs di OpenAI, l'evoluzione della precedente modalità JSON, vincolano il modello a corrispondere a uno schema fornito dallo sviluppatore invece di limitarsi a produrre un JSON valido, e possono essere combinati con il function calling. Questa affidabilità è ciò che rende sicuro costruire sulla funzione, e si abbina naturalmente a contenuti strutturati e ben organizzati.

Function calling e agenti di AI

Il function calling è il modo principale in cui gli agenti di AI interagiscono con gli strumenti. Un agente riceve una richiesta in linguaggio naturale, determina quali funzioni invocare, genera i parametri corretti e concatena più chiamate per realizzare un obiettivo complesso. Per esempio, un agente per l'elaborazione delle fatture potrebbe estrarre i dati del fornitore attraverso una chiamata, poi attivare una funzione di pagamento usando quei dettagli.

I modelli possono anche emettere diverse chiamate di funzione in parallelo per compiti concorrenti, e gli sviluppatori possono controllare la selezione degli strumenti, lasciando che il modello scelga automaticamente, richiedendo almeno una chiamata o forzando uno strumento specifico. Sono questi controlli a consentire agli agenti di passare in modo affidabile dall'intenzione all'azione, ed è per questo che il function calling è alla base del più ampio passaggio verso la ricerca agentica e gli assistenti autonomi. La capacità è supportata dai principali fornitori, tra cui OpenAI, Anthropic e Google.

Perché il function calling è importante per la SEO e la GEO

Il function calling è una delle grandi ragioni per cui gli assistenti di AI possono prelevare informazioni in tempo reale invece di affidarsi solo a ciò che hanno memorizzato. Quando un assistente risponde a una domanda prelevando dati attuali attraverso uno strumento, le fonti che recupera e cita diventano il risultato visibile, il che si lega direttamente al modo in cui guadagni visibilità nella ricerca con AI.

Indica anche dove sta andando la scoperta. Man mano che gli agenti compiono più azioni per conto degli utenti, dalla ricerca alle transazioni, le informazioni strutturate e leggibili dalle macchine diventano sempre più preziose, dato che gli strumenti e gli agenti consumano dati in forme definite. Standard emergenti come il model context protocol si basano sulla stessa idea di esporre capacità ai modelli in un modo coerente e richiamabile.

Casi d'uso comuni

Gli usi tipici includono il prelievo di dati in tempo reale come meteo, inventario o prezzi; il compimento di azioni come prenotare una prenotazione o inviare una transazione; l'esecuzione di calcoli su valori forniti dall'utente; la costruzione di flussi di lavoro automatizzati in più fasi; e l'aggiornamento delle interfacce in base all'output del modello. Ovunque un modello linguistico abbia bisogno di andare oltre il testo dentro un sistema reale, il function calling è il meccanismo.

Per i team di prodotto e di marketing, i casi più rilevanti sono il recupero dei dati e l'automazione dei flussi di lavoro, dove il function calling consente a un assistente di connettersi ai tuoi sistemi e di agire su informazioni accurate e attuali invece di tirare a indovinare. È anche così che una buona ingegneria dei prompt e una buona progettazione degli strumenti si combinano per rendere gli assistenti affidabili.

Sfide e limiti

Il function calling richiede schemi predefiniti; un modello non può chiamare funzioni arbitrarie e sconosciute, e la qualità dei risultati dipende fortemente da definizioni di schema accurate, dato che schemi mal progettati portano a chiamate errate. Descrizioni e prompt chiari sono essenziali affinché il modello comprenda quando e come invocare ciascuna funzione.

Anche l'affidabilità varia a seconda dell'approccio. Il function calling nativo con un'imposizione rigorosa dello schema è molto più affidabile delle imitazioni basate sui prompt, che mancano di garanzie di imposizione e possono rompersi tra gli aggiornamenti del modello. E poiché il modello propone soltanto le azioni, la tua applicazione deve convalidare gli argomenti e gestire l'esecuzione in modo sicuro, specialmente per le operazioni che muovono denaro o modificano dati.

Conclusione

Il function calling consente a un modello linguistico di decidere quando serve uno strumento e di restituire un oggetto JSON strutturato che descrive la funzione e gli argomenti, che la tua applicazione poi esegue. È una forma specializzata di output strutturato, la base dell'uso degli strumenti negli agenti di AI e una ragione chiave per cui gli assistenti possono agire su dati reali e in tempo reale.

Per approfondire, collega questo concetto con gli agenti di AI e il model context protocol, e usa gli strumenti di ricerca e pianificazione dei contenuti di Sorank per strutturare le informazioni nei modi leggibili dalle macchine su cui gli agenti si affidano sempre più. Fonti di riferimento: Agenta e Vellum.

Frequently questions asked

Cos'è il function calling in un LLM?

Il function calling, o tool calling, è una capacità che consente a un modello linguistico di interfacciarsi con sistemi esterni. Il modello decide se serva uno strumento per una richiesta, sceglie la funzione giusta e restituisce un oggetto JSON strutturato con gli argomenti da usare. Nonostante il nome, il modello non esegue il codice da solo; descrive la chiamata, e la tua applicazione esegue l'effettiva funzione.

In cosa è diverso il function calling dagli output strutturati?

Entrambi si affidano a schemi JSON per imporre un formato coerente, ma servono obiettivi diversi. Gli output strutturati fanno corrispondere la risposta del modello a una forma richiesta, mentre il function calling usa gli schemi per definire operazioni richiamabili e i loro parametri. Vengono spesso combinati: il function calling decide quale azione compiere, e gli output strutturati definiscono la forma esatta dei dati che il modello restituisce.

Perché il function calling è importante per gli agenti di AI?

Il function calling è il modo principale in cui gli agenti di AI usano gli strumenti. Un agente legge una richiesta in linguaggio naturale, decide quali funzioni invocare, genera i parametri e concatena più chiamate per completare un compito complesso. I modelli possono anche effettuare chiamate in parallelo e consentire agli sviluppatori di controllare la selezione degli strumenti. È questo a trasformare un generatore di testo in un sistema che può prelevare dati e compiere azioni reali.

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